Torino, Brescia e Firenze hanno mostrato come il carpooling possa diventare una politica territoriale misurabile al pari del trasporto pubblico locale. Nei tre progetti, Jojob – operatore nazionale di carpooling – ha certificato complessivamente 94.852 tragitti condivisi permettendo così di evitare l’emissione di 153.404 kg di emissioni dirette di CO₂ stimati, distribuendo quasi 42 mila euro di incentivi alle persone che hanno scelto di viaggiare insieme.
Sono i primi risultati dell’Osservatorio Aziende in Movimento 2026 che testimonia il passaggio che Jojob sta compiendo dalle community aziendali ai territori. Dopo aver costruito una rete di carpooling diffusa in tutta Italia insieme a imprese e Mobility Manager, la società mette oggi tecnologia, metodo e capacità di rendicontazione al servizio di Comuni e Città metropolitane. Alle iniziative già attive a Torino, Brescia e Firenze si aggiungeranno presto nuovi territori, tra cui Sassari.
Una trasformazione che risponde a un problema quotidiano: secondo l’INRIX Global Traffic Scorecard 2025, il tempo perso dagli automobilisti in coda ogni anno equivale a 76 ore a Roma e 67 a Milano, mentre Brescia ha raggiunto 57 ore, Firenze 51 e Torino 44. In questo scenario il carpooling permette di intervenire su un dato spesso trascurato: i posti che restano vuoti nelle auto già in movimento.
Il carpooling certificato mette invece a sistema community territoriali, aziende, Mobility Manager, incentivi, certificazione dei viaggi e rendicontazione. Anche il vantaggio economico cresce con il numero di occupanti: con un passeggero la quota individuale può ridursi fino al 50% ma con tre passeggeri oltre al conducente, quindi quattro persone a bordo, il risparmio per ciascuno può arrivare al 75%. La ripartizione può prendere come riferimento il costo chilometrico ACI, che considera non soltanto le spese variabili ma anche le componenti legate all’utilizzo e al possesso del veicolo come manutenzione, bollo, assicurazione e svalutazione. A questo possono dunque sommarsi gli incentivi previsti dall’azienda o dall’ente.
“L’aumento del costo dei carburanti sta rendendo gli spostamenti quotidiani sempre più impattanti per le tasche dei cittadini, soprattutto nei territori in cui l’auto resta spesso una scelta obbligata. Il fatto che Comuni e Città metropolitane stiano guardando alla sharing economy come parte della risposta è un segnale politico importante: significa riconoscere che condividere risorse già disponibili può ridurre i costi per le persone, alleggerire traffico ed emissioni e rendere la mobilità più accessibile”, ha commentato Gerard Albertengo, CEO di Jojob. “Incentivare il carpooling vuol dire trasformare i posti vuoti a bordo delle auto in un’opportunità collettiva e costruire allo stesso tempo politiche capaci di tenere insieme sostenibilità ambientale, inclusione sociale e qualità della vita”.
I numeri dei progetti territoriali
I numeri registrati sui territori restituiscono la dimensione del fenomeno: sommando Torino, Brescia e Firenze, Jojob ha certificato 94.852 tragitti, di cui 41.996 da conducente e 52.856 da passeggero. Grazie alla condivisione si stima di aver evitato 1.180.039 chilometri di percorrenza in auto individuale e 153.404 kg di emissioni dirette di CO₂, trasferendo 41.991,76 euro di incentivi alle persone che hanno scelto di viaggiare insieme.
A Torino, dove il progetto della Città metropolitana è attivo dal 17 settembre 2025 e finanziato con fondi europei ALCOTRA nell’ambito del progetto AMICI, le community hanno totalizzato 37.366 tragitti per un totale di 312.751 km chilometri di percorrenza in auto individuale stimati come evitati, oltre 40,6 tonnellate di CO₂ diretta stimata risparmiate e 20.488 euro di incentivi. Il sistema mette a disposizione delle aziende aderenti crediti di viaggio, una community dedicata, supporto operativo e una dashboard per PSCL e rendicontazione.
A Brescia e nei 15 comuni coinvolti, il modello riconosce 0,07 euro al chilometro sia al conducente sia al passeggero, fino a 2 euro al giorno per persona. Dall’avvio, il 17 settembre 2025, sono stati certificati 13.817 tragitti, con 159.002 chilometri di percorrenza in auto individuale stimati come evitati e 20,7 tonnellate di CO₂ diretta stimata evitati e 8.563,36 euro di incentivi erogati. Firenze, con il progetto territoriale più maturo, raggiunge invece 43.669 tragitti, 708.286 km individuali evitati, oltre 92 tonnellate di CO₂ diretta stimata risparmiate e 12.940,40 euro di incentivi.
La crescita nei territori poggia sulla rete costruita con le imprese
Parallelamente ai territori, prosegue l’impegno del settore privato nel ridurre il numero di auto che ogni giorno percorrono la tratta casa-lavoro. L’Osservatorio 2026 censisce infatti 2.790 sedi e 182.265 dipendenti coinvolti, appartenenti a oltre 90 organizzazioni e distribuiti in tutte le 20 regioni italiane, 105 province e 20 settori. Rispetto al censimento 2025, le sedi sono aumentate del 3,4%, i dipendenti del 5,1% e le organizzazioni uniche del 32,9%.
La Lombardia guida per numero di sedi con 553 siti, seguita da Emilia Romagna con 442 e Lazio con 280. A livello provinciale emergono Roma con 211 sedi, Brescia con 142 e Milano con 121. La distribuzione settoriale mostra due modelli complementari: il bancario concentra 2.170 sedi, soprattutto per la capillarità delle filiali, mentre il metalmeccanico coinvolge il bacino occupazionale più ampio, con 46.496 dipendenti.
Nel perimetro rendicontato per il 2026, le community aziendali hanno generato 387.151 viaggi condivisi, evitando oltre 5,28 milioni di chilometri e 686,6 tonnellate di CO₂ diretta stimata e producendo un risparmio economico di 2.112.477,54 euro. È questa la base che oggi consente a Jojob di sostenere progetti diversi senza creare reti isolate: un’impresa può attivare direttamente il servizio, mentre un Comune o una Città metropolitana può definire incentivi e regole territoriali, mantenendo gli utenti all’interno di una community nazionale già perfettamente operativa.
Il risultato è un modello che cresce in due direzioni: dal basso, attraverso le imprese che organizzano la mobilità casa-lavoro, e dall’alto, attraverso le amministrazioni che trasformano il carpooling in una politica territoriale. Il carpooling connette queste due spinte in una rete nazionale misurabile, incentivabile e replicabile, capace di adattarsi ad un periodo storico di profondo mutamento e di forte crisi per tutto il settore dei trasporti.
Jojob Real Time Carpooling – Il servizio Jojob Real Time Carpooling di Bringme Srl Società Benefit è un innovativo servizio di carpooling per pendolari, nato con l’obiettivo di agevolare gli spostamenti casa-lavoro e casa-università. Ogni utente, dopo aver scaricato l’App Jojob Real Time Carpooling ed essersi registrato, può mettersi in contatto con altri pendolari e condividere l’auto nei tragitti quotidiani. Nel 2020 Bringme, grazie al servizio Jojob, ha adottato lo status di Società Benefit, inserendo nel proprio statuto specifiche finalità di beneficio comune in ambito sociale e ambientale e ha ottenuto la certificazione B Corp nel 2021. Nel 2023 ha inoltre ottenuto la certificazione ISO 27001, che attesta l’impegno verso la corretta gestione dei dati e della sicurezza informatica.
Ufficio stampa Jojob Real Time Carpooling
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Nota metodologica sui dati ambientali
I valori relativi ai chilometri-auto e alle emissioni di CO₂ evitati sono stime riferite ai viaggi condivisi certificati attraverso l’app Jojob nel primo semestre 2026 per i dati complessivi; per quanto invece afferente a CMTO e Brescia per il periodo dal 17/09/2025 al 30/06/2026; per Firenze dal 30/06/2024 al 30/06/2026. Un viaggio è certificato tramite: rilevazione GPS dell’autista e del passeggero, verifica della contemporanea presenza degli utenti a bordo e controlli antifrode.
I chilometri-auto evitati sono calcolati attribuendo al passeggero la percorrenza che, nello scenario di riferimento adottato, sarebbe stata effettuata con un’automobile distinta e con il solo conducente a bordo. La stima non presuppone la mancata effettuazione del viaggio da parte dell’auto condivisa, ma la mancata circolazione dell’ulteriore veicolo associato al passeggero.
Le emissioni dirette di CO₂ evitate stimate sono calcolate moltiplicando i chilometri-auto evitati per un fattore di emissione pari a 0,130 kg CO₂/km, tratto da https://fetransp.isprambiente.it/#/ Il calcolo considera esclusivamente le emissioni dirette associate all’utilizzo del veicolo nello scenario di riferimento e non costituisce una valutazione dell’intero ciclo di vita: non include, tra l’altro, produzione e manutenzione dei veicoli, produzione e distribuzione dei carburanti o dell’energia, infrastrutture, effetti di congestione ed eventuali variazioni del comportamento di viaggio.
I valori sono arrotondati e rappresentano stime modellistiche, non misurazioni dirette né dati certificati da un organismo terzo indipendente. Risultati differenti possono derivare dall’adozione di fattori di emissione, scenari di riferimento o perimetri diversi.